Si diffondono come una sorpresa
musiche dalla laguna
il fraseggio di un sax
e poi il ricamo di un violino
e le sonorità di tamburi e periferie
dalla barca sapiente del pescatore
che fa il giro d’onore.
E in quel luogo del tempo
sulla riva si incontrano e si parlano
donne, uomini e bambini con lo sguardo sul palco
dov’è la musica delle parole ad ascoltare
storie, sempre di donne, uomini e bambini
di mondi vicini e lontani
storie di verità, giustizia e speranze,
e di sogni che escono dalle pagine.
La notte arriva e con essa Gilla, la Sibilla
a veglia nel silenzio delle acque.
Marina Cafè Noir, storico festival di Letterature applicate giunto alla XXIV edizione, quest’anno si è svolto ad Elmas, nel suggestivo scenario di Giliacquas, che si affaccia sulla laguna di Santa Gilla. Scrittori di grande prestigio, giornalisti, musicisti, animatori per bambini, si sono succeduti nelle tre giornate del Festival, dal 19 al 21 giugno. Numerosi volontari hanno reso possibile l’evento, guidato dagli storici fondatori, che si sono costituiti nell’Associazione Churmo: Donatella Mendolia, Giacomo Casti, Francesco Scanu. L’Amministrazione comunale ha supportato l’importante evento. Nella mattinata del 19 giugno nel quartiere di Giliacquas L’Associazione Equilibri, ha inaugurato la Casetta dei libri che è stata colorata e decorata dai Giovani in Formazione di Selargius (Fondazione ANFFAS), guidati e coordinati da Angelica Piras. Equilibri ha messo a disposizione la Mostra sulle Zone Umide, che potrà essere visionata fino alla giornata della Festa di San Pietro (29 giugno 2026)


Tramonto a Giliacquas: bella foto di Mariano. L’immagine incanta. Certo, per la luce reclinata del sole che obliqua esalta le cose. Il sole che, alto nel mezzogiorno, tutto appiattisce. E le nuvole accese di colori cangianti. Ma ciò che ammalia è che questa immagine del 2026 potrebbe ben essere, poniamo, del 1956 quando io avevo dieci anni. Non vi è nulla che segni, che denoti il tempo attuale. Non si notano le industrie di là della laguna, che si confondono, assorbite dalle ombre, con la costa e la collina.
Anche i bei versi di Tonino suggeriscono una sosta del tempo: ecco l’immagine e le parole suscitano l’incanto della sospensione.
A una certa età prevale l’accumulo del tempo passato, fatto di ricordi, di memorie, preponderante rispetto al futuro che via via si restringe. E allora andiamo considerando più il peso del passato, un fantasma di ricordi, di memorie, anziché il tempo che resta. Un futuro scettico di speranze, di auspici.