Thursday 15th November 2018,
Equilibri Circolo dei lettori di Elmas

Le Esperienze Internazionali di Promozione della Lettura

Il 27 novembre scorso si è tenuto a Roma il XII Forum “Passaparola – Lettura: promossa!”, organizzato dall’Associazione Forum del libro, costituitasi il 16 marzo 2006 con l’intento di “promuoverne la lettura individuando, incentivando e amplificando tutte le esperienze che in tal senso possano essere utili”. Il Forum è presieduto da Giovanni Solimine, autore, tra altri titoli, di Senza sapere. Il costo dell’ignoranza in Italia, Laterza 2014.
Nel presentare la giornata del 27 novembre e ad introduzione del volume “Esperienze Internazionali di Promozione della Lettura” Solimine scrive “Nel 2013 il Forum del libro curò per conto del Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri un Rapporto sulla promozione della lettura in Italia, che censiva le attività promozionali organizzate da scuole e biblioteche, i festival, i premi letterari, le iniziative progettate da associazioni e altri soggetti pubblici o privati.
Ora quel lavoro si completa idealmente con la pubblicazione di uno studio sulla promozione della lettura nel quadro internazionale. Anche questa volta – come nel caso precedente – l’indagine è corredata da schede analitiche relative ad oltre cento esperienze realizzate in paesi europei ed extraeuropei.”
Il Rapporto sulle esperienze internazionali di promozione della lettura realizzato dal Forum del Libro per il Centro del Libro e la Lettura (MiBACT) è stato presentato nel Forum di Roma ed è disponibile on line in formato pdf sul sito dell’Associazione (www.forumdellibro.org).
Il Rapporto è suddiviso in due parti, una prima parte delinea il “Quadro di Riferimento” su cui si muove la ricerca, con testi di Maurizio Caminito, Elisabetta Laino, Bruno Mari, Gino Roncaglia, Carla Ida Salviati, Giovanni Solimine; la seconda parte ha per titolo “Le Esperienze” ed è frutto di una meticolosa ricerca on line, durata alcuni anni.” curata da Tiziana Mascia. L’intervento dell’autrice, nella mattinata del 27 novembre, si è focalizzato nella sintesi di questa enorme mole di dati sulle “buone pratiche” della lettura nel mondo.
In oltre 100 schede sono state prese in esame le “diverse iniziative e programmi realizzati per sostenere la literacy, che letteralmente significa alfabetizzazione, concetto che si è evoluto e ampliato nel corso del tempo: la lettura è da intendersi come il complesso delle competenze che consentono di scrivere, di ascoltare, di conversare e di creare testi multimediali.
Tutti i paesi del mondo sono avvertiti del fatto che la lettura, la literacy, ha a che fare con il più generale concetto di alfabetizzazione, da cui dipende il futuro delle persone, ma anche il proprio sviluppo sociale, civile ed economico. Secondo i più recenti dati dell’UNESCO ancora oggi nel mondo ci sono circa 780 milioni di adulti che non sanno leggere e scrivere, gran parte nei paesi poveri, ma anche, contrariamente a quanto comunemente si pensa, in Europa numerosi adulti non sanno leggere e scrivere. (Tullio De Mauro: “ Secondo specialisti internazionali, soltanto il 20% della popolazione adulta italiana possiede gli strumenti minimi indispensabili di lettura, scrittura e calcolo necessari per orientarsi in una società contemporanea”.
Scrive la Mascia “nei programmi educativi di tutti i paesi grande enfasi viene attribuita all’educazione alla lettura, nella consapevolezza che chi non raggiunge sufficienti competenze nella lettura e nella scrittura è più esposto al rischio di abbandono scolastico, con un impatto negativo economico, ma anche sociale e individuale”. Se tutti i paesi sono coscienti dell’importanza del problema, gli approcci, le scelte, le risorse dedicate, le esperienze sono assai diversificate, da qui l’importanza del rapporto.
Il criterio di selezione dei paesi è basato sui risultati del più recente studio OCSE PISA 2012 (http//www.oecd.org/pisa/keyfindings/PISA-results-snapshot-Volume-I-ENG.pdf). Sono stati presi in considerazione alcuni fra i paesi che hanno ottenuto un posizionamento, nella capacità di lettura, superiore alla media OCSE PISA (Cina Hong Kong, Giappone, Finlandia, Irlanda, Canada, Polonia, Nuova Zelanda, Australia, Olanda, Svizzera, Belgio, Germania, Francia, Norvegia, Regno Unito e Stati Uniti). Per completare il quadro, sono stati considerati anche altri paesi che nella classifica occupano posizioni inferiori alla media OCSE PISA (Programme for International Student Assessment, il Programma di valutazione internazionale degli studenti) ma paragonabili a quella dell’Italia (Danimarca, Austria, Spagna e Portogallo).
Tiziana Mascia, nel suo intervento, ha delineato alcune linee guida, che possono essere molto utili per tutta la filiera del libro in Italia, e per ciascuna di esse ha citato un esempio “virtuoso”, che può essere assunto come possibile modello da adattare alle singole realtà:

1. INSEGNAMENTO DI QUALITÀ.
Esempio: Il FIN.RA (Finlandia). La Finlandia vanta primati di eccellenza nella promozione della lettura, grazie alla eccellente preparazione degli insegnanti e degli operatori del settore. In questo contesto per oltre 30 anni l’Associazione Finlandese per la lettura (FinRa), con i suoi circa 300 soci, la maggior parte dei quali professionisti nell’ambito della promozione della lettura tra i bambini, svolge un ruolo fondamentale per la formazione e la preparazione di insegnanti e operatori . L’Associazione pubblica la rivista Kielikukko che viene distribuita 4 volte all’anno a tutti coloro che sono interessati ad essere aggiornati sui temi di promozione della lettura. Il Centro per la lettura finlandese LukukeskusLäscentrum è una associazione No Profit costituita nel 1972, è finanziato dal Ministero dell’Istruzione e della Cultura, insieme ad altre fondazioni benefiche Finlandesi, offre un data base, consultabile on line, di 400 autori che possono essere contattati dalle scuole,per laboratori, incontri, letture ecc…Ogni anno il centro programma circa 1000 visite eventi nei vari centri.

2. STANDARD E OBIETTIVI DI LETTURA.
Ovvero La lettura migliora con l’esperienza. Esempio: progetto Lezen voor De Lijst (Olanda). Il sito lezenvoordelijst.nl è dedicato agli studenti e agli insegnanti delle scuole secondarie, nonché ai genitori e ai bibliotecari che possono consultare centinaia di titoli raggruppati in base al grado di difficoltà e nelle diverse lingue: olandese, tedesco e frisone.
Si legge nella scheda del progetto “Le competenze di lettura fra gli studenti della scuola secondaria sono infatti molto varie e gli insegnanti hanno la possibilità di costruire un programma personalizzato di lettura secondo un modello con sei livelli a difficoltà crescente. Il sito è gratuito e aperto a tutti”.

3. PROMOZIONE DELLA LETTURA NON SOLO A SCUOLA.
Ovvero “La scuola non basta”. Esempio: i Club di Lettura Leseclubs (Germania).
Poiché il lettore si forma anche al di fuori della scuola, cioè in famiglia, fra i gruppi di coetanei, in biblioteca, nelle associazioni, in Germania sono sorti i club di Lettura. Si tratta (dalla scheda) di “ambienti di apprendimento extrascolastici e di lettura attraenti, in cui i bambini e i giovani si incontrano regolarmente svolgere delle attività insieme, per legger e, giocare ed essere creativi; sono arredati e attrezzati con supporti audiovisivi, computer e angolo biblioteca; sono rivolti ai bambini e ai giovani dai 6 ai 12 anni di età; il focus principale del Club è sempre incentrato sulle attività di lettura, ma il contatto con i libri non deve essere necessariamente in primo piano durante tutti gli incontri quotidiani, in quanto i giovani devono poter sperimentare un nuovo approccio ai libri senza forzature”.

4. IL RUOLO DELLA FAMIGLIA.
Ovvero il ruolo dei padre nella lettura. Il programma Mein Papa liest vor! (Germania).
Dalla scheda “L’idea nasce dai risultati degli studi svolti da Stiftung Lesen sulla lettura ad alta voce, in cui si riscontra che solo l’8% dei padri legge regolarmente ad alta voce ai propri figli. Il progetto è rivolto ai padri di bambini di età prescolare e fino ai dodici anni e mira a responsabilizzare il ruolo del padre come modello di riferimento per stimolare la passione alla lettura dei figli. Nel progetto (realizzato in Baviera, Berlino, Amburgo, Renania-Westfalia, ecc.) sono coinvolte le imprese che ricevono gratuitamente un servizio di promozione di lettura da distribuire ai propri dipendenti tramite la rete intranet aziendale, consentendo così ai padri lavoratori di impegnarsi maggiormente in famiglia e migliorare le opportunità educative dei loro figli.”

5. CREARE UN AMBIENTE IDEALE PER LA LETTURA.
Partendo dall’assunto che, a prescindere dalla provenienza sociale, i bambini che crescono in case con molti libri, giornali, riviste, fumetti ecc, sviluppano maggiori conoscenze: I “Big Book Festival di Varsavia” (Polonia) e i “Books in Homes” (Nuova Zelanda).
Il Festival di Varsavia “E’ diverso dagli altri eventi letterari perché le letture e gli incontri si svolgono in spazi inusuali (nei grandi magazzini, nelle stazioni ferroviarie, ecc.) nei luoghi dove si trova la gente. Ogni anno, nella domenica in cui si svolge il Festival, centinaia di persone si incontrano in un unico luogo per conquistare il record mondiale del numero di persone che leggono contemporaneamente in un luogo all’aperto”.
Il Progetto neozelandese Books In Homes, gestito dall’associazione no profi t Alan Charitable Foundation, è stato fondato (1994) dallo scrittore Alan Duff e si prefigge di portare libri nelle case di tutti i bambini, specialmente di coloro che vivono situazioni economiche svantaggiate. I bambini iscritti al programma hanno diritto a ricevere in dono 5 cinque libri all’anno. Ogni libro riporta l’etichetta adesiva con il nome del bambino, della scuola e dello sponsor che ha regalato il libro. Le scuole che aderiscono al progetto realizzano una partnership e finanziano congiuntamente la donazione dei libri.

6. PERSONE CON DIFFICOLTÀ DI LETTURA.
Il Reading Recovery Program (Nuova Zelanda) ha lo scopo di migliorare i meccanismi di apprendimento nei bambini con diffcoltà di lettura a scuola. Il programma svolge un’azione complementare alla didattica tradizionale, che prevede un sostegno quotidiano fornito da tutor-insegnanti.
Il Progetto O Mundo (Belgio) è un progetto di promozione multiculturale delle scuole primarie nato per i bambini figli di immigrati e provenienti da altri Paesi. Sorta di biblioteca del mondo, il progetto cerca di sopperire al fatto che in Belgio i bambini figli di immigrati e provenienti da altri Paesi sono ormai numerosi (come in quasi tutta Europa) e vengono immersi nella cultura del luogo in modo molto diretto, spesso trascurando un indispensabile collegamento con le tradizioni dei paesi di provenienza. Un altro obiettivo del progetto è quello di incoraggiare le biblioteche dei ragazzi a istituire una sezione internazionale, in cui sia possibile reperire anche libri in lingua straniera.

7. PERCORSI DI LETTURA PERSONALIZZATI.
Il progetto Premier League (Inghilterra); Il centro “Lukukeskus (Finlandia)
Il primo si rivolge ai bambini della scuola primaria che non hanno raggiunto i livelli di alfabetizzazione e di lettura consoni alla loro età e prevede il coinvolgimento di celebrità sportive per motivare i ragazzi e per aiutarli a superare gli ostacoli attraverso delle ricompense.
In Finlandia il centro “Lukukeskus” per la promozione della lettura pubblica delle riviste letterarie dedicate ai bambini e ai giovani: Vinski (7-12 anni) e Lukufiilis (13 -18 anni) che offrono numerosi spunti per avvicinare bambini e ragazzi alla lettura con contenuti studiati e adatti al genere e all’età di riferimento.

8. PROMOZIONE DELLA SCRITTURA.
Il progetto Kinderschrijflab (Olanda). Seppure a livello internazionale vi sia meno attenzione alla scrittura rispetto alla lettura, queste due abilità sono fortemente correlate.
Il progetto olandese “permette agli studenti di lavorare in classe con l’insegnante per la stesura di un vero libro. Il lavoro può essere svolto singolarmente o a gruppi e il risultato, a fronte di un piccolo contributo, sarà la stampa di un libro con i nomi degli autori e degli illustratori visibili in copertina”.

9. “NATI PER LEGGERE” e “IN VITRO” (Italia).

Immagine forumDai diversi esempi, e da tanti altri che si possono leggere nel rapporto, è evidente la complessità del problema, il comune riconoscimento dell’importanza strategica del miglioramento degli standard di alfabetizzazione a livello mondiale, il fatto che ai bambini e alla prima infanzia si debba dedicare particolare attenzione progettuale nelle iniziative nel campo della lettura, la presa d’atto che ogni età ha un suo target di lettura: prima infanzia, bambini, adolescenti, adulti necessitano di un approccio personalizzato.
Tutti gli esempi citati sono finanziati con il determinante supporto delle Pubbliche Istituzioni a cui spetta il compito primario di tutte le politiche di alfabetizzazione, che vanno potenziate le diverse istituzioni preposte alla crescita culturale dei cittadini (biblioteche in primis), e che va incoraggiato tutto il sistema del volontariato che affianca il lavoro di promozione della lettura.

Tonino Sitzia
Dicembre 2015

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1 Comment

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    Complimenti questo blog è molto interessante

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