16 Ottobre 2021
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Avanguardie

Le aspettavo…

sarebbero tornate

a segnare il cielo

dei loro voli lievi

come soffio di vento,

irregolari e inesausti,

ebbre di libertà.

Le aspettavo come una festa

che si ripete ancestrale

al cosmico ritmo del tempo.

Giungono da contrade lontane,

per il firmamento senza frontiere,

e spesso ritornano

nelle loro piccole dimore

di fango e paglia,

in stalle, granai, nei sottotetti

dei paesi e forsennate città,

e le umane genti si fermano,

finalmente, ad osservarne

la misteriosa maestria,

e le rispettano

come domestici Lari.

In quelle dimore sospese,

in coppia, ad accudire

la pigolante prole

Avanguardie, pioniere

ad indicare la rotta,

avvisaglie di tempi migliori,

Speranza e aruspici

per altre che verranno,

e, forse, anche per noi.

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