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Migranti

Tonino Sitzia 25 Gennaio 2021 Poesie 1 commento su Migranti

Percorrono le loro rotte aeree,

solitari o in grandi stormi,

guidati dall’istinto,

a varcare mari e monti,

e a volte li vedo

nel cielo lattiginoso

di un alba invernale

o all’orizzonte

alla luce che si placa

nell’aura del tramonto,

nelle stagioni che si alternano

con cosmico rito.

Migrano secondo immutata

legge di natura.

Vanno e vengono

a ritrovare compagni e compagne

e nidi, a sfamare creature pigolanti

e insegnare la sopravvivenza

secondo i crismi della specie.

È mistero l’orientarsi

nel buio del cielo.

Quali stelle segnano il volo?

Quali pianeti nella galassia?

Quale fratellanza li tiene uniti

nel cielo in mutevoli forme?

Anche l’umana genìa

da tempi immemori

sospinta dal bisogno

come da innata febbre,

solitaria o in gruppi,

si è fatta migrante

segnando confini

alla madre terra.

Ora, in questo scorcio di secolo,

riprendono le rotte

per mare, per deserti,

per monti e per terra,

ma, ai popoli migranti,

ai naufraghi erranti,

mute sono le stelle e le galassie,

faticoso ai fratelli l’approdo,

spinoso il riparo,

alti i muri,

e dalle risacche

poveri stracci,

come conchiglie spiaggiate

a raccontare storie.

 

 

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