20 Settembre 2021
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Palmira

Rimasti quasi dimenticati in un quadernetto, vent’anni fa, questi versi strani ed enigmatici:
“L’ombra d’un’arma
sopra d’un’erma inerme”.
Ora qualche mese fa ho visto alla televisione gli uomini del califfo del levante all’opera nella città di Palmira: battevano senza sosta, in mezzo alla polvere, battevano e rovesciavano con entusiasmo manufatti antichi.
Allah è grande, che saranno mai queste pietre millenarie?
Il custode del sito è già stato torturato e poi decapitato.
Allah è grande e invece Khaled Assad è solo l’archeologo custode d’un luogo pagano…
Ma gli uomini del califfo sono i custodi della fede.
Khaled Assad direttore del museo e del sito archeologico di Palmira, un uomo mite coltissimo, uno studioso che ha tradotto antichi testi scritti in aramaico…
Ma Allah è grande e misericordioso.
Ecco allora che ripenso a quei versi simili a formula di responso oracolare.
Apro il quadernetto e ai primi due aggiungo:

L’ombra d’un’arma
sopra d’un’erma inerme
-Palmira trema!

Palmira la favolosa che fu sulla via della seta.

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