17 Aprile 2021
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Y e Argentina – Recensione di Carla Cristofoli

Mi  è sempre piaciuto mettere i puntini sulle i. Sulle Ypsilon non l’avevo mai fatto prima, ma potrebbe aprire nuove prospettive.

Mi viene assai facile, mettere i puntini sulle ypsilon, sarà che sono una ossessivo-compulsiva e le cose fuori posto mi danno l’orticaria, mi disturbano. Sono capace di mettere dritto il giornale buttato storto sul sedile davanti a me in metro.

Non sopporto le storture. A modo mio le devo raddrizzare.

Una recente stortura, che ho ora voglia di raddrizzare, è stato il concorso di ricordi lanciato dalla Ypsilon, quella vera quella delle macchine. La Ypsilon.

‘Ypsilon tellers’ che invita a lasciare i propri ricordi legati alla bella macchinetta, elegante, fighetta, femminuccia. Quel giocattolino scattante, che non rispetta gli stop e che ti fa pure il dito medio quando glielo fai notare. Proprio quella Ypsilon.

Mai avuta la ypsilon, mai guidata, mai stata sulla ypsilon, mai piaciuta. Mai degnata di uno sguardo. Invece c’è un casino di gente che la ypsion la conosce e a cui la macchinetta, tutta bella metropolitana, quella della Milano da bere, ha addirittura cambiato la vita. Incredibile, chi l’avrebbe mai detto! Andate a vedere, resterete folgorati sulla strada della YPsilon Memories.

L'umano sistema fognario_ArgentinaA me era sempre risultata indifferente. Fino a qualche giorno fa, quando mi capita d’incontrare lo scrittore Cosimo Argentina e di leggere il suo ‘L’umano sistema fognario’, e già il titolo non racconta niente di buono.

Storia di uno sfigato senza alcuna speranza, senza padre, che vive con una mamma sfigata, che morirà alla prima pagina e che lui provvederà a congelare nel freezer, per non perdere il lavoro, la casa, la pensione. Mi sembra giusto.

Per farcela entrare nel freezer farà due o tre cosette, che vi lascio il piacere di scoprire.

La mamma nel suo ultimo respiro gli rivela il nome del padre bastardo. è lui il bastardo, che lo ha reso bastardo ed ecco che la rabbia sommersa di Emiliano si rivela nel suo massimo splendore, in una ascesa verso la violenza più pulp, che più pulp di cosi davvero non credo sia possibile.

Che c’entra la Ypsilon?

Emiliano è innamorato di Anansa (????? nome assurdo lo so! Ma ha il suo perché, chiedetelo a Cosimo), figlia del suo datore di lavoro, o meglio schiavista.

Anansa è bellissima, ricca, irraggiungibile: una gran figa, che, comunque, tende ad ingrassare.

Indovina che macchina ha Anansa?

Bravo! La Ypsilon!

Emiliano scopre anche di avere due sorellastre che deciderà di stuprare. Perché? Perché Emiliano è talmente incazzato, che quella normale famiglia che Ignazio (padre bastardo) non gli ha permesso di avere, se la vuole ‘inculare’. Scusate, ma è proprio cosi che funziona la vendetta delirante di questo giovane senza speranza e che rinuncia ad ogni possibile speranza.

Indovinate che macchina si dividono le due sorelline?

Bravi! La Ypsilon!

è strano come un oggettino cosi inutile e privo di rispetto come la Ypsilon possa all’improvviso riempirsi di senso. Dentro la Ypsilon Emiliano consumerà la sua squallida vendetta, che va a colpire due povere sfigate, che nessuna colpa hanno delle colpe del padre.

Ma le colpe dei padri ricadranno sui figli. Emiliano è un Dio minore, che colpisce cieco nella sua rabbia cieca. Che cosa farà del padre, è  altra simpatica cosa che vi lascio scoprire da soli. Nessuna simpatia, né per Emiliano, né per Ignazio.

Con Anansa, nella Ypsilon, Emiliano avrà una ‘botta’ di fortuna, che uno come lui non avrebbe mai potuto sperare, ma sarà talmente sconvolto da tanta improvvisa ed inattesa fortuna, che non riuscirà a ricordarsene i dettagli, quelli su cui lui fonda la sua inutile esistenza. I puntini sulla ypsilon, appunto. E senza dettagli, tutto si frantuma.

Insomma sulla Ypsilon di Cosimo Argentina, si consuma il finale dell’esistenza di Emiliano, che di ricordi ne avrebbe da raccontare. Emiliano ha circa 30 anni, 28 forse…

lo slogan della Ypsilon Corporate recita “In 30 anni i ricordi più belli di Ypsilon li avete messi voi”.

Mi sa che Emiliano ha vinto il concorso.

Carla Cristofoli

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