19 Aprile 2026
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Vertigine

Se la crudele sete del tempo
inesorabile ci prosciuga
se la sete inestinguibile del tempo
senza scampo ci dissecca
c’è forse un senso forse
un fine un qualche disegno divino?
Sciocchi che sguazziamo in un brodo
di stupefacenti speranze e in quella
poltiglia infine stremati affoghiamo.
Sciocchi che vogliamo
dare un senso al caos
dalle cui schiume primordiali
per un caso d’inspiegabili
probabilità siamo affiorati.
Se l’incessante sete del tempo…
Forse un fantasma un nulla
vertiginoso forse noi stessi siamo tempo
appena veniamo alla luce
e così su questa terra tempo
sono le piante e gli animali e i mari
un tutto che va disfacendosi senza
sosta nell’infinito Cosmo esaurendosi
e formandosi di stelle galassie
in fuga immani fornaci atomiche
e i buchi neri senza luce abissi siderali
nel cui gorgo anche il tempo si precipita…
Uh il tempo enigma degli enigmi.

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1 commento

  1. Poesia leopardiana, quella di Gabriele, ma senza le illusioni e senza “nel pensier mi fingo”. Resta, da Copernico a Einstein, l’immensità del cosmo e dell’infinito, il bisogno e l’impossibilità di definire il tempo, e dare un senso alla posizione dell’ uomo nell’ universo e al nostro individuale e breve passaggio, ed è questa la vertigine. Essendo l’uomo finito e ininfluente nell’universo, non ci resta che ancorarci ad una unità di misura di cui abbiamo bisogno, e che ci lega a chi è venuto prima di noi, il passato remoto e prossimo, e che verrà dopo, il futuro. Più che mai incerto, quest’ultimo: non è affatto scontato che il genere umano sopravviva, stante l’evidenza delle guerre e dei cambiamenti climatici in atto. Ma questo processo di autodistruzione è un nulla nel tempo

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