17 Settembre 2021
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“Ti riconosco mascherina”

“Ti riconosco mascherina”

Certi nostri filosofi gazzettieri, vedete, come fanno pena.

Poveretti:  come vanesi se ne vanno sgomitando prigionieri dentro i dedali dei loro pensieri.

Fu Croce ammirato per il suo pensiero limpido e  tagliato come un cristallo.

Ma quella chiarezza celava i più gravi problemi del suo tempo.

Negava, Croce, la realtà politica del fascismo il quale – diceva – in quanto irrazionale  non poteva essere reale.

Fu la guerra e Croce sembrò un don Ferrante morto di peste, la peste negando.

Noi oggi abbiamo un don Agamben Ferrante, ben vivo e vegeto, negatore novello di pandemia.

Poverello: in che destrorsa e sinistra compagnia si è cacciato nella sacra battaglia per le libertà.

E sorpresa, ma non tanto, si è intruppato pure Cacciari lo sdegnoso insofferente.

A proposito di libertà, costoro non si accorgono (o forse è solo indifferenza) che da sud a nord del Bel Paese si pratica il lavoro schiavile.

Ma ciò che conta è la libertà di non metter mascherina  –  evviva Trump il biondo con il riporto e il carioca Bolsonero, e i nostrani  no-vax e la Meloni, poverina, e viva l’Italia con tutta sta bella compagnia.

Mi sono divertito un poco, io che sono un nessuno, a prendere in giro certi Mostri sacri del pensiero, i quali, talvolta, scivolati a ragionar di politica fanno disastri.

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1 commento

  1. Ah, Ah! Ti sarai pure divertito ma l’hai raccontata giusta.
    Ma Cacciari, quello che si era schierato con Renzi e con la sua controriforma della Costituzione (per nostra fortuna gli elettori l’hanno fermata in tempo), parla di pericolo per la libertà?
    Purtroppo per noi, la pandemia esiste e le chiacchiere dei filosofi le fanno un baffo.

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