Free Porn





manotobet

takbet
betcart




betboro

megapari
mahbet
betforward


1xbet
teen sex
porn
djav
best porn 2025
porn 2026
brunette banged
13 Luglio 2024
No menu items!

25 aprile

Giorni sono stati, quasi un secolo,

dilatati e sgomenti

sospesi e affranti

con  frammenti di popolo

a ritrovarsi, come in trincea,

a ritrovare un comune linguaggio

nei segni e sentimenti e gesti,

giorni di sospensione,

con flash di immagini,

cadute ed eroismi,

bianchi fantasmi salvifici,

e pezzi di memoria

sacrificati,

e balconi festanti

a esorcizzare la paura,

talismano per rinascere.

Poi una mattina mi sono alzato

Bella ciao a cantare,

e come un risveglio

da albe nebbiose

son riapparse quelle immagini

sbiadite eppur vibranti

di uomini e donne,

giovani e staffette partigiane

a scegliere la macchia,

a percorrere le valli

e le città aperte,

epopea di riscossa

a sabotare le ingiustizie,

verso un mondo nuovo,

e molti sono rimasti

nei muri crivellati

e nei cimiteri di campagna

lontani dai propri,

e noi oggi e di questi tempi

come un viatico nel cammino

ne abbiamo bisogno,

come nani

sulle spalle di giganti,

perché da loro

siamo nati.

 

Tonino Sitzia

1 maggio 2020

Articolo precedenteHAIKU al tempo di Covid-19
Articolo successivoChe fare?
Articoli correlati

3 Commenti

  1. Ci interroghiamo spesso sulla funzione della poesia oggi e da sempre, e sul difficile rapporto tra tecnica e senso, cioè tra cosa si vuole dire e come, da cui deriva il suo particolare linguaggio.
    Nella poesia la parola si carica di sovrasenso, attraverso strumenti che le sono propri: metafore, analogie, sospensioni, memoria, immaginazione, ecc… Dunque essa sfugge ad ogni intento didascalico, predicatorio, politico, sentimentalmente di maniera. In sostanza la poesia è contro il potere in senso lato, diventa messaggio universale.
    Garantire l’equilibrio tra il come e il cosa è difficilissimo e solo i grandi poeti ci riescono. Gli altri, noi comuni mortali, ci proviamo, ma il più delle volte non ci riusciamo.
    Ciò non significa che dobbiamo arrenderci: tra la gramigna a volte spunta qualche fiore, quindi continuiamo a farlo perché ne abbiamo bisogno, ma affinché il fiore diventi un prato occorre leggere molto e studiare i grandi poeti di tutto il mondo.
    A proposito di Poesia e Resistenza cito un frammento del discorso ufficiale di Salvatore Quasimodo a Stoccolma l’11 dicembre 1959, quando venne insignito del Premio Nobel per la Letteratura: “La Resistenza è una sicurezza morale, non è una poetica; né il poeta, dalla sua sostanza, governa parole per punire qualcuno. Il suo giudizio è di ordine creativo, non si formula in decalogo per inventare “vaticini”.
    Gli europei conoscono la misura di questa Resistenza; è davvero la sezione aurea della coscienza moderna. Anche se urla, il nemico della Resistenza è oggi un’ombra con una debole legge: la sua voce è più impersonale dei suoi propositi. La sensibilità del popolo non s’inganna sulla condizione del poeta, né su quella del suo avversario. Quando l’antitesi si accresce, è la poesia che sostituisce il pensiero subordinato del politico, che della poesia fa un’idea da spegnere o da sfruttare”.

  2. Lo spirito della lotta partigiana, delle speranze, del sacrificio, della libertà conquistata è riassunto non solo nella poesia ma anche nella fotografia che l’accompagna. Tre donne combattenti avanzano sicure davanti a un gruppo di uomini, col sorriso della vittoria sui loro visi.
    Le donne che parteciparono alla Resistenza furono più di 70000. Nell’immediato dopo-guerra le donne italiane conseguono il diritto di voto, pieno riconoscimento della loro matura coscienza politica, affermato nella Costituzione italiana che, non dimentichiamolo mai, è frutto della Resistenza.

  3. Ecco un genere di poesia difficile da fare – quella che rievoca la storia con i suoi drammi; che canta di lavoro, di fatica, di vicende sociali…
    Stretto e meno facile cammino è quello della così detta poesia ‘sociale’ (impegnata, come i suoi autori, si sarebbe detto un tempo). La poesia, infatti, è gelosa di una sua enigmatica ‘autonomia’. Del suo segreto sottile e sfuggente – riottosa com’è a divenire strumento di qualsivoglia causa più o meno nobile che sia.
    Dunque, ben riusciti questi versi.

Rispondi

Please enter your comment!
Scrivi il tuo nome e cognome

TAG

I più letti