Wednesday 17th July 2019,
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Viaggio in Russia (3): San Pietroburgo (Agosto 2018)

San Pietroburgo

Per cominciare a conoscere una città è bene partire dal nome. Ciò vale ancor di più per la bellissima San Pietroburgo. La gran parte dei russi ricordano una vecchia storia, ormai  diventata aneddoto:  “Dove sei nato? A San Pietroburgo. Dove sei cresciuto? A Pietrogrado. Dove abiti? A Leningrado. E dove vorresti vivere? A San Pietroburgo”.

Sankt Peterburg, Petrograd,  Leningrado, San Pietroburgo: tanti nomi per una città in perenne ricerca di identità? Oppure è questa multiforme identità a segnarne i tratti, visibili nei monumenti, nei musei, nelle strade, nelle acque  in cui è immersa, nei personaggi storici e letterari di cui è ricca? È dal 1991 che la città ha ripreso la sua originaria denominazione, legata al suo fondatore, lo zar Pietro I il Grande. Amante del potere, delle riforme, dell’Occidente, del mare, delle donne, del vino e dell’acquavite, possiamo immaginarlo, con la fantasia letteraria surrogata da leggende e documenti storici, mentre compie il primo atto fondativo della città servendoci dei versi di Aleksandr Sergeevič Puškin, indiscusso padre della moderna letteratura russa.

Nel prologo del suo “Il cavaliere di bronzo” con sottotitolo “Racconto pietroburghese” egli scrive:

D’acque deserte sopra l’erta sponda

Stava egli immerso in un’idea profonda

Fisso lo sguardo al limite lontano

dell’orizzonte. Spaziosa l’onda 

della Neva scorreva e sola e piano

v’arrancava una misera barchetta

Tra gli acquitrini e i muschi una casetta

Qua e là nereggia, ostello al finno gramo

E la foresta, dove il sole getta

A stento un raggio di tra ramo e ramo,

rumoreggia.

Di qui minacceremo

lo svedese – pensava egli – il vicino

superbo, e a suo dispetto fonderemo

la città. La natura a noi il destino

segnò: sopra l’Europa spalancare 

una finestra e porre presso il mare

ben saldo il piede. Allora di vicini

e lontani paesi qui, per rotte

ignote, verranno ospiti le flotte,

e in piena libertà farem festini

Il poeta richiama il luogo e l’uomo.

Il canale d’inverno che si getta sulla Neva; la galleria collega il teatro al Grande Ermitage (vista da via Millionnaya). (Foto e didascalia di Salvatore Lecca)

La leggenda vuole che il 17 maggio 1703, alla foce della Neva, su un’isola acquitrinosa, paludosa e malsana che i poveri contadini finlandesi chiamavano Enisari, isola delle lepri, Zajačij ostrov in russo, Pietro il Grande, un omone alto 1,90, con la testa e i piedi piccoli, decideva che lì doveva sorgere la città, e poco importa se in realtà gli storici dicono che quel giorno lo zar si trovasse sulle rive del lago Ladoga. Solo dal disegno di un pazzo o dal sogno di un visionario poteva sorgere una città in quel luogo, sul 60° N di latitudine. Eppure Pietro, che, come dice il poeta, aveva un’idea profonda, e voleva  sopra l’Europa spalancare una finestra, riuscì nell’intento e dal nulla la città prese forma: venne costruita nell’arco di appena dieci anni, e resa via via più bella nel corso dei secoli, con il contributo di artisti, filosofi, architetti, ingegneri provenienti da tutta Europa.

Ora milioni di turisti percorrono le strade della città sulla Neva, dimentichi delle sue piene spaventose, dello spostamento forzato di migliaia di contadini dall’interno della Russia per costruire palafitte e poi mura, canali e ponti, del lavoro coatto di soldati russi e soldati svedesi fatti prigionieri dopo la Grande Guerra del Nord tra Russia, Danimarca, Polonia e Svezia (1700 – 1721) per il predominio sul Baltico.

San Pietroburgo ha una storia troppo stratificata per essere raccontata in poche righe di ricordi di viaggio. Ha mille facce da esplorare, mille punti di vista da cui osservarla, mille motivi per ritornarci. Si può cominciare dal nome, come si è detto, ma si può anche decidere che si parta dai fiumi, la Neva, la Moika e la Fontanka che a serpente si incuneano nel centro storico, il canale Griboedov, che un tempo si chiamava Ekaterininskij, in onore della zarina Caterina II, che ne delineò il primo tracciato, oppure dai suoi 86 canali scavalcati da 300 ponti, 20 dei quali mobili, a ricucire gli spostamenti e le passeggiate dei residenti e dei turisti nel centro monumentale e nella periferia.

Vista notturna del Palazzo d’Inverno. Particolare della facciata (foto S.Lecca)

San Pietroburgo è una delle città più impastate di letteratura del mondo e poiché i letterati ne hanno segnato la storia attraverso le proprie vicende  personali, spesso drammatiche, e le storie dei personaggi protagonisti dei loro libri, ci si potrebbe perdere a inseguire gli angoli della Nevskij Prospèkt, la strada più famosa della città, con i suoi misteri legati ai Racconti di Pietroburgo di Nicolaj Gogol, il quale, avvertiva il lettore, e i turisti di ieri e oggi  Ma più strani di tutti sono i fatti che accadono sulla prospettiva Nevskij. Oh, non credete a questa prospettiva Nevskij! Io mi imbacucco sempre ben stretto nel mio mantello, quando vi passo, e cerco di non guardare affatto gli oggetti che incontro. Tutto è inganno, tutto è sogno, tutto è diverso da quel che sembra!”. Come un filo di Arianna potremmo seguire l’andirivieni di Rodiòn Raskolnikov, il protagonista di “Delitto e castigo” di Fëdor Michajlovič Dostoevskij, oppure fermarci sulla riva della Neva, di fronte alla terribile prigione di Krestij, il carcere delle Croci,  davanti alla cui entrata si fermò per diciassette mesi Anna Achmatova, incurante delle intemperie delle stagioni, per avere notizie di suo figlio Lev arrestato il 13 marzo 1938 e condannato a morte (condanna poi convertita in deportazione). E con lei scoprire la grande poesia russa, Brodskij, Mandel’štam, Pasternak, Nabokov, Esenin, Puskin.

San Pietroburgo -Palazzo dello Stato Maggiore: ora sede della collezione dell’Ermitage sugli Impressionisti (Foto di S. Lecca)I

Potremmo decidere di andare a San Pietroburgo solo per visitare l’Hermitage. Pochi musei al mondo vantano una collezione così straordinaria di opere d’arte, impressionante per numero e di enorme valore artistico: oltre un milione di pezzi collocati in ambienti sontuosi e sfarzosi, che documentano la ricchezza e la potenza della corte zarista nel corso del tempo. Il complesso dell’Hermitage riunisce cinque edifici: il Palazzo d’Inverno, il Piccolo Hermitage, il Vecchio Hermitage, il Teatro dell’Hermitage, il Nuovo Hermitage.

Il primo è il più scenografico e prezioso, per due secoli dimora degli Zar, il più evocativo della storia russa, simbolo del potere e della sua conquista da parte dei rivoluzionari bolscevichi, che vi penetrarono alle 02,30 della notte tra il 23 e 24 ottobre 1917, per ordine di Trotzkij, che era a capo del Comitato Militare Rivoluzionario. Arrivati a San Pietroburgo nel pomeriggio del 27 agosto e alloggiati in un hotel del centro storico, ci siamo affacciati per la prima volta nella grande Piazza del Palazzo di notte e la vista del Palazzo d’Inverno illuminato lascia senza parole.

San Pietroburgo – Chiesa della Resurrezione del Nostro Signore sul sangue versato (sorge sul luogo dove il 1° marzo 1881 venne assassinato lo zar Alessandro II) (Foto di S.Lecca)

Che dire poi delle splendide Chiese e Cattedrali, su tutte S. Isacco e la Chiesa di San Salvatore sul Sangue Versato, molte delle quali restaurate dopo le devastazioni subite a seguito del lungo assedio su Leningrado da parte dell’esercito tedesco nella Seconda Guerra Mondiale e dell’abbandono in epoca sovietica, a testimonianza del rinnovato sentimento religioso attorno alla chiesa ortodossa dopo il lungo periodo dell’ateismo di stato.

C’è un luogo, tuttavia, a San Pietroburgo, che sembra concentrare la complessa storia della città e i diversi piani di lettura: la Fortezza dei Ss Pietro e Paolo. Ci siamo arrivati il 31 agosto, con i miei compagni di viaggio, l’ultimo giorno della nostra visita a Peter, questo il nomignolo che i pietroburghesi danno alla loro città, dopo una capatina veloce alla Sampsonievsky Church. La chiesa, originariamente in legno, con la sua facciata barocca bianco verde, è dedicata a San Sansone Ospitaliere, perché la sua ricorrenza coincide con il giorno della battaglia di Poltava (27 giugno 1709 nel calendario ortodosso, 8 luglio secondo il calendario gregoriano) con cui Pietro il Grande sconfisse Carlo XII di Svezia, ribaltando a suo favore, e in modo definitivo, le sorti della Grande Guerra del Nord.

Cupola di Sant’Isacco – Colonna rostrata (Isola Vasilevskij) (Visti dalla Fortezza) (Foto S. Lecca)

La fortezza dei Ss Pietro e Paolo, Petropavlovslaja krepost, venne fatta costruire da Pietro il Grande proprio sul’isola delle Lepri, sul delta sulla Neva, come bastione e roccaforte militare che si affaccia sul Golfo di Finlandia, a quei tempi conteso con gli svedesi. Seguendo la conformazione dell’isola, la fortezza, su progetto dell’architetto ticinese Domenico Trezzini, ha una forma esagonale, con sei bastioni e sei muraglie alti dai 9 a 21 metri. Noi siamo entrati da uno dei due punti di accesso all’isola, il Ponte di San Giovanni, attraversando la porta omonima con il timpano decorato dai fregi imperiali.

San Pietroburgo – Cattedrale SS. Pietro e Paolo nella Fortezza medesima (Foto di S. Lecca)

Dai bastioni e dai camminamenti sulle mura si gode di uno splendido panorama sulla Neva e sui palazzi e monumenti dall’altra parte del fiume, e d’estate i pietroburghesi usano prendere il sole nelle lingue di sabbia tra i bastioni e il fiume.

La fortezza dei Ss Pietro e Paolo è un concentrato di storia e cultura della città e della Russia: in essa si trovano la Cattedrale dei Ss Pietro e Paolo, con le 33 tombe dei Romanov, la casa della Piccola Nave, la Casa del Comandante, le due Porte di San Pietro e della Neva, e altre importanti strutture museali.

Ci siamo soffermati in particolare nella Prigione del Bastione Trubeckoj: in 72 celle dal 1872 soggiornarono prigionieri politici, esponenti del Populismo russo antesignani della Rivoluzione d’Ottobre, decabristi, uomini e donne che combatterono contro il potere zarista e contro il potere bolscevico. Tra i tanti, la cui vita è descritta in una scheda all’ingresso di ogni cella: Dostoevski, Gor’kij, Trotsky,  il fratello maggiore di Lenin Aleksandr Il’ič, i ministri del governo provvisorio di Kerenski.

Siamo usciti dalla fortezza dei Ss Pietro e Paolo riflettendo sul fatto che da che mondo è mondo, e in Russia in particolare, le prigioni, come i cimiteri, ieri come oggi, aiutano a capire la storia.

 

Tonino Sitzia

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2 Comments

  1. marina cozzolino 22 Marzo 2019 at 17:07

    Diario di viaggio bello e interessante di una città affascinante e romantica che, nonostante la sua giovane età (300 anni appena), è stata teatro di eventi storici importantissimi.

  2. marina cozzolino 31 Marzo 2019 at 17:02

    Un interessante diario di viaggio di una città affascinante e romantica che, nonostante la sua giovane età (300 anni appena), è stata teatro di eventi storici importantissimi.

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