29 Febbraio 2024
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Una nuova biblioteca ad Elmas

“Il patrimonio librario della Biblioteca Comunale di Elmas consta di 20.832 monografie, di cui 3336 di materiale non librario (film, registrazioni sonore musicali e non, materiale multimediale), visibili e ricercabili attraverso il social OPAC Lìbrami, raggiungibile all’indirizzo www.librami.it/elmas  Sono inoltre attivi l’abbonamento a un quotidiano locale (L’Unione sarda), 16 abbonamenti correnti a riviste di vario genere destinati alla sezione generale e 3 per la sezione ragazzi. Attraverso il Sistema Bibliotecario Bibliomedia, cui la Biblioteca vi aderisce ed il Comune di Elmas è fondatore, è possibile effettuare la registrazione per l’accesso all’Edicola digitale di Media Library On Line (MLOL), piattaforma per il prestito digitale, accessibile da PC e dispositivi mobili come smartphone, tablet, e-reader device e LIM per la scuola. Il servizio, su iscrizione, è gratuito per tutti gli utenti della biblioteca. Nella mediateca sono presenti 12 postazioni informatiche destinate al pubblico e, nella sala generale, è presente una postazione per la consultazione del Catalogo on line”.

I dati venivano poi integrati, al 31/12/2022, dal numero degli iscritti totali è pari a 4.882 (F: 2.920; M: 1.962), anche se gli utenti attivi dal 01/01/2022 al 31/12/2022 (coloro che hanno effettuato almeno un prestito durante il 2022) ammontavano a 451 (F: 286; M: 165), di cui 82 arrivano dai comuni limitrofi, soprattutto dal Sistema Bibliotecario Bibliomedia.”

Le donne leggono più degli uomini.

Ho riportato integralmente i dati fornitimi dalla signora Ilaria Porcu, coordinatrice delle Biblioteche SoSeBi, che ringrazio, per ragionare e riflettere sulla biblioteca di Elmas, il più importante presidio culturale del paese, ora che ci si avvia alla fase esecutiva della costruzione di una nuova, come da presentazione recente del 12 giugno nell’aula consiliare del Comune. Giunge così a compimento un iter amministrativo da tempo cominciato.        

Dai dati si evince che gli utenti attivi sono diminuiti da, 666 del 2019, a 451 nel2022, , così come i prestiti (da 8228 del 2019 a 5181 del 2022). Il Covid ha certamente inciso e, sottolinea Ilaria Porcu, “la ripresa è molto lenta”.

“Qual è l’ultima volta che siete entrati in una biblioteca?” Se fate questa domanda a qualcuno che vive a Calgary, in Canada, è facile che vi risponda “ieri”, o “la scorsa settimana”. Era la domanda iniziale di un recente articolo (24 giugno) della rivista “Internazionale.it” ha per titolo “L’unico spazio libero rimasto” in riferimento alla bellissima Central Library di Calgary. L’articolo riporta il frammento di una “Lettera d’amore alle biblioteche”, riportato dal New York Times in cui si legge “La biblioteca moderna tiene i suoi cittadini al caldo, al sicuro, in salute, divertiti, istruiti, idratati e, soprattutto, connessi!”.

È chiaro che la biblioteca di Calgary, dove per andare in biblioteca si fa la fila, assume un ruolo socio assistenziale legato ai complessi problemi e bisogni di quei territori (immigrati, povertà, disagio giovanile, emarginazione, tossicodipendenze, senza tetto…) e dunque ogni meccanico paragone è improprio, dunque rimando alla lettura dell’articolo. Eppure esso richiama alcuni principi generali: la biblioteca come spazio pubblico, confortevole e accogliente, il suo carattere universalistico, rivolto a tutti, e attento ai bisogni dei più fragili, ad esempio ipovedenti,  per i quali necessita di supporti tecnologici e multimediali, la sua attenzione ai cittadini del domani, l’abbattimento di ogni barriera di accesso, la funzionalità degli spazi.

Nel caso di Elmas lo spazio è uno dei punti qualificanti e nel contempo critico: dove sarà ubicata la nuova biblioteca? Sarà centrale come quella che si vuole dismettere? E come saranno utilizzati gli spazi? Sul primo punto è ormai deciso che la biblioteca sorgerà in una zona di cessione della lottizzazione “S’Ortu e Foxi”, in prossimità della stazione ferroviaria, in un’area a forma trapezoidale, con un lieve rialzo del terreno, accessibile  dalle Via Cixerri, Via Flumini Mannu, Via Foce e Via Temo.

Ciò che sembra essere una criticità, cioè la sua perifericità, potrebbe diventare un punto di forza: 1° per la presenza della stazione, destinata a essere sempre più frequentata stante i fondi infrastrutture del PNRR che prevedono il potenziamento delle FF.SS, e dunque la necessità auspicata di utilizzare il treno in luogo dell’auto privata (più di qualcuno potrebbe fare una capatina in biblioteca prima di partire o all’arrivo…), 2° la presenza dell’asilo nelle vicinanze (molti bambini e i loro insegnanti con appositi progetti/laboratorio potrebbero frequentare la biblioteca), 3° si sposterebbe l’asse direzionale del paese, che attualmente è sbilanciato sulla via del Pino Solitario e sul Comune, a vantaggio di un paese con diverse aree funzionali e una più armonica vivibilità nel complesso del territorio comunale, 4° la vicinanza con Lo Stagno di Santa Gilla reso fruibile dai progetti della Città Metropolitana  (vedi Waterfront)

Un altro aspetto qualificante è lo spazio interno alla struttura.

Lo spazio può essere il luogo dell’incontro o dell’alienazione urbana, per questo sono state create le capanne delle riunioni dei santuari nuragici, le piazze, le aule con i banchi a cerchio e senza cattedra, le aule giardino ecc…Anche la biblioteca può avere una vocazione polifunzionale come la MEM a Cagliari, a patto che la funzione primaria, quella della consultazione del materiale librario, del prestito/restituzione, del confronto diretto con la/il bibliotecario sia salvaguardato.     

La struttura è suddivisa su due piani: un piano terra con locali adibiti a depositi e materiale tecnico, e il primo piano che  appare sopraelevato rispetto al piano di campagna, per sfruttare il dislivello del terreno. Tale sopraelevazione consentirebbe, attraverso ampie vetrate di allargare lo sguardo oltre la barriera delle canne, verso lo stagno e all’orizzonte le montagne di Capoterra e le Saline. Gli ambienti in questo piano possono considerarsi strutturali, che attengono alla funzione primaria della biblioteca cioè quelli di sala prestito, sala lettura, e sovrastrutturali, quali mediateca/caffetteria (collegata con l’esterno da un’ampia vetrata apribile), spazio ludico per bambini e zona riunioni e conferenze. Alcuni ambienti si affacciano all’esterno e possono qualificarsi, come si legge nella relazione di accompagnamento, come “vere e proprie stanze all’aperto ove è possibile svolgere attività di vario tipo anche ad integrazione delle attività principali svolte all’interno dell’edificio”.

Fermo restando che le biblioteche sono un imprescindibile baluardo culturale, uno degli indicatori di civiltà di qualsiasi paese, occorre una pianificazione strategica che guardi al futuro, una flessibilità organizzativa che consenta di andare incontro ad esigenze diverse e a un’utenza variegata per interessi ed età, ad aprirsi ai contributi delle realtà territoriali (vedi Volontariato): non sarà raro che in biblioteca, come già capita in tante parti del mondo, si possa incontrare l’anziano che fa le sue ricerche, così come lo studente che fa i compiti, o discute con i coetanei, come il genitore che legge e studia mentre i bambini si divertono in ludoteca.

A monte di tutto questo ci vuole uno Stato sensibile, disponibile a investire sul pubblico, sul personale e sulla sua formazione continua. E a proposito di personale: nella futura biblioteca di Elmas sarà presente un o una bibliotecaria, con tanto di professionalità specifica, assunti in pianta organica tra il personale del Comune?   

Tonino Sitzia

(Per i dati citati ringrazio la dott.ssa Ilaria Porcu, coordinatrice delle Biblioteche SoSeBi, per le delucidazioni sul progetto l’ing. Roberto Spina, Responsabile del Settore Opere Pubbliche del Comune di Elmas, Alessandra Nurchi, Assessora ai Lavori Pubblici del Comune di Elmas)        

FMTOTALE
0-4 Anni7815
5-9 Anni273057
10-14 Anni232952
15-34 Anni391857
36- 54 Anni14154195
Over 65 Anni492675
Totale286165451
Utenti attivi per fascia d’età dal 01/01/2022 al 31/12/2022
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3 Commenti

  1. Si potrebbe dire che Gabriele riporti la discussione “Dalla luna alla terra”, utopia e realismo, “Pessimismo della ragione o/e ottimismo della volontà?”. Leopardi era scettico su “Le magnifiche sorti e progressive dell’umana gente” (“La Ginestra”). Sono esse ingannevoli e illusorie? Dicotomie che ci governano, da che mondo è mondo, e la ragione invita alla prudenza, visti i riscontri della storia nei più svariati campi…”Vedremo”, dice Gabriele nel suo commento, e io mi associo.
    Sull’idea di bellezza. A proposito della nuova stazione ferroviaria, attualmente uno scatolone abbandonato a se stesso: nel luglio del 2019 gli ingegneri progettisti del Restyling (in senso lato ristrutturazione, nello specifico riqualificazione del piazzale ferroviario e della stazione di Elmas) gli ingegneri Paolo Fadda, Michele Onali e Federico Sollai e l’architetto Marco Tradori risultarono i vincitori di un Concorso nazionale promosso dall’Associazione degli industriali – comparto ceramica. Il loro progetto era stato premiato come un modello di come può essere una stazione e l’habitat circostante…Vedremo: temo che ci vorrà un altro progetto per ristrutturare la ristrutturazione

  2. Cosa buona la biblioteca nuova in progetto a Elmas. Vedremo. Più freddo alla notizia. Meno entusiasta ed ottimista di Tonino e di Sandra. Premetto una rapida considerazione generale. Si sente dire, ripetere (ormai luoghi comuni) che l’arte, la bellezza (ma che cosa è oggi la bellezza?) salveranno il mondo. Così la musica, affratellando, salverà il mondo; e la poesia ci darà una terra pacificata (pace tra gli uomini e tra essi e la natura). Insomma i libri e la cultura (così intesa genericamente) cambieranno l’animo umano e di conseguenza il mondo. Le imponenti, efficienti e stupende biblioteche delle metropoli nordamericane, hanno contribuito forse a limitare l’uso libero delle armi? E indotto la politica a proibire il possesso almeno delle armi da guerra? Desideri, miti. Penso ai libri delle grandi narrazioni fondanti le religioni: la Bibbia ebraico-cristiana (Antico Testamento e Vangeli); il Corano dell’Islam e la grande narrazione orientale dei libri sacri che si irradierà dalla antica civiltà indiana. Insuperabili opere poetico-letterarie, questi libri. Ma anche strumento di elite potenti e gran guaio per l’umanità lungo la sua storia. Guerre e massacri, anche fratricidi. Dio comanda , Dio lo vuole! Vengo allo specifico della nuova biblioteca che sorgerà, rispetto alla ormai vecchia, un poco ai margini del paese. Non sono così sicuro che il luogo periferico dove dovrebbe situarsi la nuova biblioteca possa diventare un felice punto di forza. Riprendo il 1° e il 4° punto esposti da Tonino. Non riesco a immaginare la stazione destinata ad essere sempre più frequentata. Attualmente è posto degradato, abbandonato e desolato. Già sono stati spesi (molto male) i fondi che hanno portato all’abbattimento della vecchia stazione (interessante e solida costruzione) e alla costruzione di una nuova, esteticamente brutta e già cadente nelle facciate. Il potenziamento delle F.S. tramite fondi PNRR? Resto alquanto scettico. Su quali progetti, quali politiche concrete per la rete ferroviaria nazionale e, in particolare, per quella regionale sarda? Vedo nebbie. Lo stagno di Santa Gilla. Quale fruibilità di questa laguna, importante zona umida interessante una vasta area? Dove è una politica, dove sono i progetti, e quali, che dovrebbero vedere l’intesa e il concorso di tutti i comuni che insistono su quest’area così unica? Che cosa si è fatto e si deve ancora fare per il suo disinquinamento di tipo chimico? Non riesco a vedere se non auspici e accenni vaghi.

  3. Un plauso al comune di Elmas e alla sua attuale amministrazione! Aprire nuove biblioteche in questo momento storico di forte arretramento degli investimenti in servizi culturali di base è un segnale estremamente positivo, significa guardare al futuro con rinnovata speranza. Significa credere che – a dispetto di chi pensa che nell’era di internet e degli e-book le biblioteche sono istituzioni obsolete – queste strutture possono ancora svolgere un ruolo fondamentale nella formazione dei cittadini. Non è poco in una Italia dove la capacità di lettura e comprensione del testo è ridotta ai minimi termini e l’analfabetismo di ritorno dilaga in larghi strati della popolazione. Non è poco in un Paese dove la maggior parte dei bambini che diventano lettori – con tutto ciò che questo comporta in termini di sviluppo della persona umana, del successo scolastico e quindi lavorativo – sono figli di lettori e dove, parallelamente, cominciano ad affacciarsi, senza vergogna, tesi classiste che vogliono una società organizzata in caste, per cui i figli dei falegnami non devono studiare ma diventare falegnami come i loro padri. Ecco, in un tale contesto costruire biblioteche, secondo criteri architettonici moderni, spaziose, luminose, in continuità con il mondo esterno, significa resistere all’avanzare di una società decisamente peggiore. Non bisogna però dimenticare che un edificio per quanto funzionale, da solo non basta a fare una biblioteca. La biblioteca è prima di tutto un servizio pubblico. Pertanto, affinchè l’iniziativa del comune di Elmas non si risolva in una mera speculazione edilizia – come giustamente suggerisce Tonino – occorre investire in risorse umane qualificate, affidandone la gestione a bibliotecari di professione.

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