Wednesday 03rd June 2020,
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Ospite non invitato

Gabriele Soro 30 Aprile 2020 Racconti Nessun commento su Ospite non invitato

Sospesi i funerali. Sospese le messe e i riti religiosi. Chiusi gli stadi, interrotti i campionati di calcio. La popolazione in casa, le strade deserte. Molti i morti.
Chi sei Covid-19, alias Coronavirus? (Permettimi di darti del tu , anche se dovrei tenere in tutti i sensi le debite distanze), ma tu non rispondi. Sei un virus nuovo, semisconosciuto ci dicono i virologi forti della loro scienza e della loro esperienza – essi si sono dedicati allo studio dei tuoi consimili sin dalla giovinezza. Alcuni di loro hanno – oltre notevoli competenze e scoperte straordinarie – la capacità di parlare e spiegare a noi profani cose essenziali e utili circa i virus, le malattie, le pandemie…
Che idea mi son fatto sul tuo conto? Sono consapevole che le mie osservazioni potranno esserti indifferenti, o del tutto incomprensibili, perché dettate da un sentire (o anche ingenuità) umani. Intanto ti immagino come una moltitudine di moltitudini invisibile; come una nebulosa di nebulose astrali che però si espande vagando a mezz’aria, orizzontale su tutto il globo terracqueo – la nostra e unica terra. Nominandoti però ti riduco, per semplificare, da moltitudine a soggetto, a individuo e così ti attribuisco, se posso dire, alcune caratteristiche dell’umano agire. Pare tu sia rispettoso dei bambini (e ciò ti fa onore e mitiga il giudizio sulla tua malignità), pochi quelli di loro colpiti. Te la prendi di più con i maschi che con le femmine del genere umano – Ah! Maschi, vi presentate così altezzosi, così arroganti, così virili per quei pendagli testicolari che vi ritrovate nel basso ventre? Vi faccio vedere io invisibile chi ha più palle! Qualcuno di questi arroganti al potere lo hai visitato personalmente e ridimensionato nella sua baldanza; altri leader politici li lasci increduli nella impotenza mentre falcidi la loro gente.
Imperversi su ricchi e poveri, su potenti e umili. Ma di più sui poveri. E’ vero, ma di ciò non ti si può dare la colpa. Intanto perché i poveri sono in numero di gran lunga maggiore rispetto ai ricchi. E i ricchi e potenti che comandano hanno ridotto le moltitudini dei poveri in condizioni di disagio abitativo, alimentare e igienico fino ai limiti estremi lungo una china di degradazione. Non è certo colpa tua Coronavirus se trovi nel tuo passaggio questa situazione. “Lavatevi le mani” – Non c’è acqua neppure per bere, e non è da oggi. “Tenete la distanza sociale” (ah come le parole svelano un modo di rapportarsi, una cultura: sociale? No, fisica) – Abitiamo in sette otto dentro case di pochi metri quadri, se non in baracche.
Hai colpito anche molti medici e infermieri, proprio quelli che sono in prima fila a combatterti: non potrebbe essere diversamente. Però anche in questo caso hai delle attenuanti, o non tutto è merito tuo – vedi un po’ tu. Quei medici, quegli infermieri sono stati mandati allo sbaraglio: come se avessimo spinto un esercito in un fronte gelido di molti gradi sotto zero con scarpe di cartone. Questa è una metafora che si rifà alla guerra, ma la pandemia, occorre dirlo, non è una guerra. Ti sei accanito in particolar modo con i vecchi: anche qui hai trovato le case di cura (ah, che antinomia!), le RSA, sguarnite e aperte al contagio – non si sa dove mettere gli infettati? Mandali dai vecchi, non hanno poi tanto da vivere ancora… Ma in generale, quando tu arrivi, trovi organismi nei quali il tempo degli anni trascorso ha segnato e rifinito e rese deboli le capacità di risposta. E’ anche una questione di stanchezza, di meno vivacità nella lotta. Stanchezza che si è insinuata nelle ossa e nei nervi dei vecchi – che ci posso fare? Sembra tu voglia dire, Covid-19.
Alla fine gli scienziati troveranno un vaccino e la tua campagna pandemica, che non è stata breve, avrà un termine – i governanti degli Stati e delle Nazioni diranno che, grazie a loro, la guerra è stata vinta: “Tutto è andato bene”, nonostante qualche milione di morti. La verità è che si addiverrà ad un equo e giusto armistizio. Il vaccino proteggerà gli umani, questi ridicoli mammiferi bipedi, ma tu Coronavirus te ne starai buono e continuerai a vivere (come moltitudine e come specie in un tuo interno e immane incessante nascere e morire), non sarai cancellato dalla Terra. Magari starai pensando a qualche variante nella tua capacità di trasformazione e adattamento, per nuove venture incursioni. Manterrai la possibilità di visitare le più varie specie di animali e non disdegnerai, come sempre tu fai, anche noi umani.

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